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L’Italia, l’altrove è una riflessione su come il cinema e la letteratura sulla migrazione ci invitano a ripensare gli spazi e i luoghi non come elementi stabili e immutabili, ma in termini di mobilità. Analizzando alcuni luoghi (la stazione Termini e i ponti nella letteratura sugli italiani americani), la costruzione di spazi nazionali in termini trans-nazionali (l’Italia e gli Stati Uniti d’America), e due modalità di attraversare lo spazio (camminare e guidare), questo intervento si propone di ripensare la cultura, l’identità nazionale, ma soprattutto quello spazio che consideriamo come «nostro» in maniera più inclusiva.
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